domenica 15 febbraio 2009

Avanti con l'Associazione per la Sinistra


Con la nascita del "Movimento per la Sinistra" ispirato da Niki Vendola, si irrobustiscono le ragioni di quanti lavorano per costruire una nuova forza della Sinistra.
Anche dal P.d.C.I., infatti, un gruppo di suoi esponenti (Bellillo, Guidoni e altri) muove verso questa prospettiva.
E' importante, quindi, far ripartire l'Associazione.
A Taranto stiamo lavorando per un incontro in settimana.
Più avanti i dettagli.

mercoledì 21 gennaio 2009

Ancora sulla questione morale: le 13 proposte di S. D.


DALL’INDECENZA ALLA TRASPARENZA

Tredici proposte per restituire autonomia alla politica e per rimettere al centro la questione morale.

Una nuova, grave e diffusa questione morale è tornata a infettare la politica italiana. Si moltiplicano le notizie di reato sulle quali sta indagando la magistratura in numerosi Comuni, grandi e piccoli. E le indagini riguardano esponenti sia del centrodestra che del centrosinistra.
A prescindere dalle responsabilità che i giudici potranno o meno accertare, é urgente denunciare e risolvere la degenerazione della politica italiana: una personalizzazione senza freni e senza principi, campagne elettorali individuali da milioni di euro per accedere a un consiglio comunale, reti clientelari diffuse e trasversali, conflitti d'interesse, commistione tra pubblico e privato, saccheggio del territorio per garantire profitto ai proprietari delle aree...
Non è una riedizione della “tangentopoli” dei primi anni novanta: è peggio. Quel che i magistrati svelarono allora era un sistema di corruzione centralizzato, costruito attorno a partiti avidi di denaro pubblico al fine di aumentare sempre più il loro potere. Era il drammatico culmine della “partitocrazia”. Quel che si vede oggi è del tutto diverso. I partiti sono scatole vuote, contenitori di lobbies e di interessi personali, mezzi di trasporto dai quali si sale e si scende con disinvoltura per fare carriera nelle istituzioni.
Prima i partiti “occupavano” la società, come denunciò giustamente Enrico Berlinguer. Oggi sono i partiti a “essere occupati” dai comitati d'affare e dalle lobbies economiche. E’ la malinconica vittoria della filosofia dei partiti leggeri, la personalizzazione della rappresentanza, il mito di una presunta modernità indifferente ai valori e ai principi della democrazia e dell’etica pubblica.

Ma è anche la crisi di un modello di governo locale che, in nome dell’accentramento delle decisioni e dell’uso delle risorse pubbliche come puro stimolo all’impiego di quelle private, ha spinto verso la privatizzazione della cosa pubblica. Quel modello è arrivato al capolinea: lo scettro è finito in mano ai privati e la politica ha perso ogni propria autonomia. Retrocedere dal governo pubblico ha favorito la corruzione, ha duplicato le funzioni, non ha migliorato la vita dei cittadini.

Per questo la questione morale è, oggi come non mai, questione politica. Anzi: è la questione centrale della politica italiana. Ed è per noi di Sinistra Democratica il discrimine fondamentale sul quale giudichiamo e giudicheremo le alleanze politiche.

Ci appassiona poco la diatriba tra alleanze strette e alleanze larghe: le uniche coalizioni alle quali ci sentiamo e ci sentiremo di dare il nostro sostegno sono e saranno quelle in grado di esprimere una indiscutibile credibilità sui temi della moralità della vita pubblica.
Intendiamo proporre alla discussione delle assemblee elettive, alle forze politiche e sociali, a tutti i cittadini, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative, le nostre proposte per fermare il degrado della vita politica. E per affermare una pratica politica onesta, sobria, rispettosa delle istituzioni, fondata sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini.

Le proposte di Sinistra Democratica

1 La politica torna sobria
Serve una legge che regolamenti e disciplini la netta riduzione di tutte le spese per l’attività politica, per i Congressi e le manifestazioni di partito, per le campagne elettorali (anche dei singoli candidati) e per le “primarie” di selezione delle candidature.

2 I rappresentanti del popolo sono stimati, non privilegiati
Va ridotto il numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, ne va rivisto lo status eliminando i privilegi immotivati, vanno ridotti alla media europea i loro emolumenti.

3 Gli enti si riducono (e anche i guadagni dei manager)
Va drasticamente ridotto il numero degli enti e delle rappresentanze di nomina politica, a ogni livello (comunale, provinciale, regionale, nazionale ).

4 I partiti diventano trasparenti
Va approvata dal Parlamento una legge di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione che regolamenti la vita dei partiti, ne assicuri il carattere democratico e la trasparenza, incentivi la partecipazione degli iscritti e degli elettori. Solo i partiti che rispetteranno questi principi e queste regole potranno accedere alle diverse forme di finanziamento pubblico e di rimborso delle spese elettorali.

5 Gli eletti si danno un codice di comportamento
Proponiamo che ogni assemblea elettiva, locale e regionale, adotti con voto formale il “Codice Europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali”, approvato dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, che interviene sui temi delle campagne elettorali, dei conflitti d’interessi, del clientelismo, del cumulo delle cariche e della corruzione.

6 I sindaci non sono più imperatori
Serve una riforma delle istituzioni locali che contenga lo strapotere delle cariche monocratiche e introduca un contrappeso accrescendo i poteri di iniziativa e di controllo dei consigli comunali e provinciali. Un bilanciamento dei poteri senza il quale, come abbiamo visto, aumenta in modo incontrollato e incontrollabile l’arbitrarietà e l’opacità delle scelte di Sindaci, Presidenti e assessori.
Occorre anche correggere il potere di ciascun Consiglio Regionale di decidere la propria legge elettorale e il numero dei consiglieri, oltre che le indennità e i benefici degli eletti. Sono materie da inserire certamente in una cornice di scelte nazionali.

7 Il territorio torna a essere una cosa pubblica
Bisogna che le scelte sul territorio tornino a dipendere dal governo pubblico. Oggi, a decidere, come dimostrano i fatti emersi anche recentemente dalla cronaca, sono i privati e i loro interessi. Occorre chiudere il capitolo dell’ “urbanistica contrattata” che, a fronte di altissimi guadagni immobiliari per pochi, decreta la subalternità della politica e dell’interesse comune.
Per ripristinare la piena sovranità della mano pubblica occorre dotare i comuni delle risorse necessarie. I fondi pubblici assai cospicui previsti nei prossimi anni (ad esempio per il ponte di Messina) vanno messi a disposizione degli enti locali con questa finalità. La legge Lupi, in discussione in parlamento, va fermata non solo perché rende l’ ”urbanistica contrattata” obbligatoria ma perché abolisce gli standard urbanistici e incentiva l’espansione urbana anziché puntare sul riuso e sul recupero del costruito come in tutto il resto di Europa.

8 I primari non li scelgono i partiti
E' intollerabile che la sanità pubblica, deputata per sua natura a garantire il diritto costituzionale alla salute, sia il luogo più permeabile agli scambi politici e al condizionamento degli affari, qualche volta persino illegali.
Per superare questa situazione e combattere ogni forma di lottizzazione, è necessario separare nettamente il servizio pubblico dal mercato sanitario, superando l'anomalia tutta italiana per cui il privato è finanziato con risorse pubbliche. Bisogna inoltre stabilire criteri oggettivi per la scelta dei manager e per la valutazione del loro operato che non può riguardare solo i risultati di bilancio. Va inoltre limitata la loro discrezionalità, sia ridefinendo il ruolo dei Comuni nella progettazione e valutazione dei servizi sanitari, sia strutturando un maggior controllo da parte dei cittadini e delle loro associazioni. Occorre ristabilire criteri di merito, e non di appartenenza partitica, per la scelta dei primari attraverso concorso; rimotivare gli operatori pubblici; ridare efficacia ed efficienza al sistema e rispondere ai bisogni dei cittadini, affrontando problemi seri come quello delle liste di attesa per l'accesso ai servizi.

9 I rifiuti non arricchiscono gli affaristi e i criminali
Laddove si fa cattiva politica dei rifiuti prosperano la criminalità, l’illegalità e l’affarismo.
Riduzione della quota di rifiuti prodotti da ciascun comune, raccolta differenziata porta a porta, riciclo dei materiali come carta, vetro e alluminio, sono l’ABC di una buona politica che responsabilizza dal consumatore all’amministratore. Lo smaltimento va deciso in base a quantità e qualità dei rifiuti prodotti. Chiediamo e ci impegniamo perché gli amministratori compiano le scelte sugli inceneritori o le discariche solo avendo chiari questi parametri e provvedendo a realizzare a monte quelle buone politiche

10 Appalti puliti fanno bene a tutti
E’ indispensabile mettere in discussione la pratica diffusa degli “appalti al massimo ribasso”. In particolare quando si tratta di servizi che rispondono a diritti fondamentali dei cittadini, tale pratica, lungi dal produrre efficienza scarica i problemi sui più deboli. E, per giunta, altera il mercato.
Proponiamo che la pratica dei grandissimi appalti sia superata. Un appalto troppo grande non è governabile. E’ buona pratica decidere di volta in volta quale opera dare in appalto, senza trovarsi legati per tempi lunghissimi ad una impresa o ad una cordata. Anche in questo caso a trarne beneficio non sono solo l’efficienza e la trasparenza ma anche la concorrenza.
L’ “offerta economica vantaggiosa”, alternativa all’appalto, deve esplicitare in partenza almeno tre ordini di parametri: la salvaguardia e il miglioramento ambientale, la tutela di diritti dei lavoratori, la qualità del servizio. Chiediamo che la trasparenza, i ridimensionamento, la rinuncia al “massimo ribasso” e i parametri di qualità siano i punti cardinali della politica degli appalti.

11 Il pubblico che funziona più del privato
E’ necessario invertire la tendenza, che si è affermata in modo massiccio e spesso scriteriato negli ultimi anni, alle esternalizzazioni e alle privatizzazioni di comparti e funzioni anche di pregio della pubblica amministrazione, in particolare quando sono in gioco beni, diritti primari come l’acqua ma non solo. Questa politica è giunta al capolinea. I fatti di malcostume venuti alla luce recentemente dimostrano che queste iniziative, anziché garantire maggiore efficienza e consistenti risparmi per le istituzioni, servono troppo spesso ad arricchire imprenditori senza scrupoli aiutati da amministratori conniventi. Per fare ciò occorre valorizzare ed investire sul lavoro e sulla professionalità interne alla Pubblica Amministrazione.
Il pubblico per riappropriarsi delle sue funzioni autentiche deve ispirarsi a criteri di sobrietà e di efficienza. La moltiplicazione, o addirittura la duplicazione degli assessorati, le consulenze milionarie non giustificate diventano una lesione alla credibilità di chi amministra i denari di tutti. Per restituire alla politica una parte del suo prestigio è necessaria una stagione di sobrietà e trasparenza.

12 Cominciamo subito: il finanziamento trasparente ogni giorno
Servono scelte coraggiose e atti unilaterali dei partiti dei movimenti politici, nel segno della trasparenza e del rigore morale. Proponiamo che ogni partito pubblichi sul proprio sito web il proprio bilancio, aggiornando quotidianamente le voci delle entrate e delle uscite, in modo da rendere pubbliche in permanenza le fonti di finanziamento e le spese sostenute.

13 Cominciamo subito: liste libere da ogni ombra
Chiediamo a tutte le forze politiche un impegno concreto: che a partire dalle prossime elezioni amministrative ed europee non vengano candidate, a nessun livello, persone indagate, rinviate a giudizio o condannate per reati contro la pubblica amministrazione e reati di mafia.
Sinistra Democratica si impegna a non ristringere alleanze con partiti e liste che non rispetteranno questo impegno.

Questione morale: S. D. ha qualcosa da proporre...

QUESTIONE MORALE
LE PROPOSTE DI SINISTRA DEMOCRATICA:

PASSARE DALL’INDECENZA ALLA TRASPARENZA

La questione morale è centrale per definire le alleanze delle prossime elezioni amministrative ed europee.
Sinistra democratica ha lanciato lunedi 19 gennaio a Roma Tredici Proposte per passare "dall'indecenza alla trasparenza. Per rimettere al centro la questione morale e ridare autonomia alla politica" e ne fa la condizione per la costruzione delle future coalizioni di governo sul territorio.
L'iniziativa si trasformerà il 30 e 31 gennaio in cento città italiane in assemblee pubbliche e consigli comunali per sensibilizzare l'opinione pubblica ed è stata illustrata oggi in una conferenza stampa a Montecitorio da Claudio Fava, Fabio Mussi, Achille Occhetto, Gloria Buffo e Carlo Leoni.
"Vogliamo rimettere al centro la questione morale come questione politica - ha spiegato il segretario nazionale di Sd, Claudio Fava - perchè oggi i partiti sono scatole vuote occupare da lobby economiche. Le nostre proposte per restituire autonomia e sobrietà alla politica mirano a colmare il distacco profondo tra i cittadini e la politica. Senza delle regole di sobrietà e decenza non ha senso parlare di coalizione di centrosinistra. La questione morale deve essere il centro di qualunque alleanza".
Fava ha anche denunciato che "in questo paese la questione morale assume una drammatica urgenza" perchè c'è "il sottosegretario al Tesoro di questo governo, l'onorevole Cosentino che è stato indicato come uomo dei casalesi che gestisce gli interessi della camorra, così come il candidato alla provincia di Napoli del Pdl on. Casero sia stato indicato dalla camorra come uomo benevolo nei confronti dell'organizzazione criminale".
Per Fabio Mussi: "Nel '92 era chiaro che il bastone del comando era in mano ai politica. Ora invece i politici e gli amministratori sono solo ombre e il bastone del comando lo tiene un sottobosco di affaristi". Inoltre, Mussi rivendica di aver messo in risalto la questione morale da anni: "Lo abbiamo sempre fatto come minoranza Ds perche' chi aveva occhi per vedere, vedeva....Restando tuttavia inascoltati.“. Ma il punto, ammonisce l'ex ministro del governo Prodi, e' che "quando i partiti arrivano dopo i magistrati, essi sono morti": ecco, anziche' la riforma della giustizia - tira le somme Mussi - in agenda dovrebbe starci la riforma della politica, perche' "e' una urgenza maggiore, la precede".
”Rimettere al centro della vita politica la questione morale, che e' stata (anche nel centrosinistra ) "relegata a puro e semplice moralismo o a giustizialismo", perche'- osserva Achille Occhetto - "e' questione democratica" visto che qui e' in crisi il "primato delle regole". "Per anni - conclude Occhetto - la questione morale e' stata associata al moralismo o al giustizialismo, è invece una grande ed urgente questione politica che deve essere affrontata".

domenica 28 dicembre 2008

Taranto: inquinamento e Legge Regionale sulle diossine.


IN MERITO A QUESTO ARGOMENTO, IL REGIONALE DI RIFONDAZIONE HA PRODOTTO UN'INTERESSANTE SINTESI CHE MI E' SEMBRATO UTILE RIPROPORRE.

ECCONE IL TESTO:

Per la salute, per l’ambiente
Guida alla Legge Regionale sulle emissioni di diossina e furani

Introduzione

La qualità dell’aria assume enorme rilevanza per gli impatti che essa ha sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.
Nella regione Puglia sono in esercizio numerosi impianti industriali alla cui attività è connessa l’emissione in atmosfera di importanti quantitativi di sostanze nocive.
Tra questi l’ILVA che contribuisce in maniera significativa alle emissioni nazionali di furani, diossina e di altre sostanze.
L’attuale quadro normativo statale appare contraddittorio, lacunoso e di per sé insufficiente ad assicurare il conseguimento di adeguati standard di tutela della salute e dell’ambiente.

Il caso ILVA

La campagna di rilevazione (giugno 2007/febbraio 2008) delle diossine e dei furani svolta dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) rappresenta un passaggio fondamentale nei rapporti tra ILVA e la Regione Puglia: è la prima volta, da quando lo stabilimento è in produzione, che un Ente indipendente e terzo effettua la misurazione dei livelli raggiunti dai più pericolosi agenti inquinanti.
Fino al giugno 2007 la condizione di inquinamento era valutata su dati stimati pubblicati dall’Inventario Nazionale delle Emissioni (INES), dati verosimili ma scientificamente non comprovati.

L’inquinamento

Sul registro INES sono pubblicati i dati dei principali indicatori dell’inquinamento dal 2002 al 2006. Non sono dati misurati sperimentalmente ma solo stimati sulla base delle tecnologie e della produzione di ILVA. Dal confronto di tali dati nel periodo 2002/2006 emerge la seguente situazione:



Diossine e furani 2002 = 71,4 g/a 2006 = 91,5 g/a

Mercurio 2002 =1.181 kg/a 2006 = 1.827 kg/a

IPA 2002 = 28.548 kg/a 2006 = 3.480 kg/a

Benzene 2002 =188.236 kg/a 2006 = 231.387 kg/a

PCB 2002 = 92,8 kg/a 2006 = 119 kg/a

Piombo 2002 = 57.718 kg/a 2006 = 74.688 kg/a

Arsenico 2002 = 118 kg/a 2006 = 1116 kg/a


Gli interventi della Regione Puglia

La proposta di Legge Regionale sui limiti all’emissione in atmosfera di diossine e furani è il risultato di un lungo percorso amministrativo:
• Dicembre 2006 – sottoscrizione protocollo d’intesa Regione-Ilva;
• Maggio 2007 – protocollo operativo ARPA-ILVA-CNR per rilevazioni diossine;
• Settembre 2007 – richiesta del Presidente Vendola al Ministro dell’Ambiente di un accordo di programma per la procedura AIA;
• Novembre 2007 e Agosto 2008 – delibere di Giunta Regionale per l’istituzione del registro tumori;
• Giugno 2007/Febbraio 2008 – campagna ARPA rilevazione diossine;
• Aprile 2008 – stipula accordo di programma;
• Aprile/Ottobre 2008 – misurazione diossina su matrici alimentari;
• Settembre 2008 – la Regione formalizza al Ministero la decisione di subordinare un parere favorevole di AIA all’abbattimento delle diossine;
Novembre 2008 – presentazione Disegno di Legge sui limiti agli inquinanti nocivi


Il Protocollo d’intesa

La Regione Puglia, ILVA e partner sociali ed istituzionali hanno sottoscritto nel dicembre 2006 un protocollo d’intesa che:
• Affida ad ARPA Puglia le funzioni di verifica e controllo;

• Prevede la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale a cominciare dall’adeguamento delle linee impiantistiche alle Best Available Techniques (BAT).

L’adeguamento alle BAT riguarda le seguenti aree produttive:
• Cokeria;
• Agglomerato;
• Altoforno;
• Acciaieria;
• Laminazione a caldo;
• Produzione e rivestimento tubi;
• Parco minerali.
Per l’adeguamento sono in corso investimenti per circa € 287.000.000, con 125 interventi, 80 dei quali realizzati ed il 26% degli stessi in ritardo sul cronoprogramma.


L’Accordo di Programma

L’11 aprile 2008 è stato sottoscritto dalla Regione, dal Ministero dell’Ambiente, da ILVA, AGIP, ENI, Cementir, altre società e dagli Enti locali, un accordo di programma finalizzato ad una valutazione unitaria ed integrata degli impianti sottoposti a procedura di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
L’accordo parte dal presupposto che la valutazione delle conformità impiantistiche alla normativa non è sufficiente a garantire la tutela della salute e dell’ambiente.


La verifica della catena alimentare

La Regione ha avviato da aprile 2008 una campagna di misurazione della diossina su matrici prelevate in un’area con un raggio di circa 10 km dalla zona industriale individuata.
Sono state effettuate 84 analisi su campioni di latte prelevati in aziende zootecniche, di queste 53 sono risultate conformi e 31 no.
Sono stati controllati 16 allevamenti ovi-caprini, 7 dei quali sono risultati non conformi. Per questi è stato previsto un piano che ha comportato l’abbattimento dei capi.
Risultano conformi ai limiti di legge i campionamenti effettuati su altri prodotti di origine animale e non come i prodotti della pesca, l’olio di oliva, frutta ed ortaggi.
Il monitoraggio prosegue oggi su un’area con un raggio di circa 15 km.

Il limite di legge

Per le diossine ed i furani la normativa di riferimento è il D. Lgs. 152/06 che stabilisce un limite alle emissioni pari a 0,01 mg/Nmc, pari a 10.000ng/Nmc.
Il Decreto non ha previsto la trasformazione dei valori in termini di Tossicità Equivalente (TEQ), una grandezza tossicologica che esprime la concentrazione di una sostanza nociva in relazione ad un composto standard.
Nel resto dell’Unione Europea il range di valori tipici per impianti tradizionali ed in termini di TEQ è fra 0,5 e 5 ngTEQ.
Mentre gli impianti migliori si attestano su valori compresi fra 0,1 e 0,5 ngTEQ e per le rilevazioni dell’emissione oraria, piuttosto che media annua, è fra 0,8 e 6,7 mgTEQ/h.


Le rilevazioni dell’ARPA

Sono stati effettuati tre monitoraggi, nei primi due i valori rilevati in termini di ngTEQ/Nmc sono stati:

Dal 12 al 14 giugno 2007
2,4/4,3/4,9


Dal 26 al 28 febbraio 2008
4,4/8,3/8,1


La terza rilevazione è stata effettuata dopo aver sperimentato l’utilizzo dell’urea nella miscela
di agglomerazione, per misurarne gli effetti:

Dal 23 al 26 giugno 2008
2,1/3,4/1,9


Mentre il valore relativo alla emissione oraria di diossina in mg/h è risultato pari a 17,5 mgTEQ/h


Il Protocollo di Aarhus

Il protocollo sugli inquinanti organici persistenti, compresi diossine e furani, è stato approvato dal Consiglio dell’UE nel 2004 per porre freno “alla circolazione degli inquinanti organici” nella consapevolezza “dell’esistenza di tecniche e pratiche in grado di ridurre le emissioni.
Per le diossine ed i furani nell’industria metallurgica il Protocollo indica come parametro di riferimento la riduzione delle emissioni fino a
0,2 – 0,4 ngTEQ
(ottenuto nell’impianto Airfine di Linz)
Il legislatore italiano ha ratificato il protocollo con la Legge n. 125 del 06/03/2006, diventato operativo dalla data della sua entrata in vigore.

L’anomalia italiana

Le norme nazionali appaiono in contraddizione perché:
• recepiscono il Protocollo con la Legge 125/06;
• nel D. Lgs. 152/06 che disciplina i limiti delle diossine si ignorano i valori limite fissati dal Protocollo e non si prevede la parametrazione di quelli individuati in base al criterio TEQ;
per talune tipologie d’impianti e con leggi settoriali si allinea con i parametri e con le indicazioni metodologiche previste dal Protocollo.
Di fatto, in Italia, il Protocollo è disatteso in particolare per la parte relativa a: “strategie, politiche, programmi, misure ed informazioni”.

L’esperienza del Friuli

La Regione Friuli Venezia Giulia ha dovuto affrontare una situazione parzialmente simile per lo stabilimento siderurgico di Servola (Ts). Lo ha fatto attraverso l’adozione di due atti:
1. Un decreto della Direzione Centrale Ambiente che recepisce per l’emissione delle diossine il rispetto del limite di 0,4 ngTEQ/Nmc previsto dal Protocollo di Aarhus;
2. Un secondo decreto relativo al rilascio dell’AIA regionale col quale si rilascia “l’autorizzazione” a fronte dell’adozione delle migliori tecniche disponibili, del rispetto del limiti di 0,4 ng e dell’adozione di un Piano di Monitoraggio.


La Legge pugliese

La Legge Regionale è composta da un articolo unico, composto da quattro commi:
• Nel primo si danno alcune definizioni base e si chiarisce il campo di applicazione della norma;
Nel secondo si precisano i valori limite di emissione nell’atmosfera di diossine e furani, prevedendo una differenziazione fra impianti nuovi ed esistenti e prevedendo un calendario di adeguamento per questi ultimi;

• Nel terzo si prescrive ai gestori di redigere un “piano di campionamento in continuo delle emissioni” e si assegnano all’Arpa precisi compiti di validazione, vigilanza e controllo, prevedendo la diffida ed il fermo degli impianti che abbiano superato i valori limite, fino all’individuazione e rimozione delle cause che abbiano determinato il superamento;
Nel quarto, si sottolinea che la Tossicità Equivalente deve essere calcolata secondo i criteri accettati dalla comunità scientifica internazionale, dai Legislatori europei, ed in Italia riportati dal D. Lgs. 133/05.

martedì 23 dicembre 2008

Silvio B. alias "Ruba Hood" (ai poveri per dare ai ricchi!)

Un'altra "perla" del Governo Berlusconi.
Vi giro una nota di un esponente dell'IDV riguardo ad un emendamento che rende onerose le cause di lavoro.
In precedenza ne avevano fatta una peggiore: se andate a guardare il nuovo regolamento per la prevenzione incidenti sui luoghi di lavoro, vi accorgete che, contrariamente a quanto si poteva fare prima, oggi le ispezioni dell'Ispettorato del lavoro non possono più essere avviate a seguito di denuncia anonima.
In pratica questo significa che un lavoratore, per tutelarsi, deve autodenunciarsi.
Cioè, per difendere salute e vita, deve rischiare di perdere il lavoro!

Gianfranco Murri

Ecco il testo della nota di Giovanni D'Agata:
Una nuova norma scandalo del Governo. Introdotto il contributo unificato di 103,30 Euro per tutte le cause di lavoro, prima gratuite. Questa volta colpiti lavoratori, pensionati ed invalidi. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA chiede l’immediata cancellazione della norma.

lunedì 22 dicembre 2008

SULL'ILVA


QUI DI SEGUITO IL VOLANTINO CHE CONTIAMO DI DIFFONDERE AL PIU' PRESTO:

"CASSA INTEGRAZIONE E AMBIENTE: LA SFIDA

La cassa integrazione iniziata il 1° dicembre nel Gruppo Riva è il sintomo per noi più evidente delle difficoltà che l’economia globale attraversa, con l’incertezza sul futuro che colpisce soprattutto le fasce più deboli della società.
Così è anche per i lavoratori dello Stabilimento ILVA di Taranto che vedranno assottigliarsi i propri salari per periodi e per numero di interessati non ancora definibili. Il 12 gennaio, infatti, oltre agli attuali 2.100 e più, altri 2.200 lavoratori saranno posti in cassa integrazione.
Negli ultimi anni l’ILVA ha realizzato profitti enormi e non è giusto che questa crisi sia scaricata proprio sui lavoratori che di quei successi sono stati artefici!
Se all’ILVA manca questa sensibilità, almeno si attrezzi per il futuro. La forzata stasi produttiva la utilizzi per non farsi trovare impreparata alla ripresa, avviando il processo di eco - compatibilità degli impianti, secondo quanto previsto dalla nuova legge regionale su inquinanti tossici approvata il 16 dicembre.
Questa sfida, quindi, impegna sia la proprietà dello stabilimento, sia le autorità preposte al controllo, affinché migliorino le condizioni di salute e la qualità della vita di chi sta in fabbrica e di chi ne vive al di fuori.
L’Associazione per la Sinistra, perciò, si sente impegnata e si mobiliterà affinché vengano salvaguardati diritto al lavoro e diritto alla salute e chiama all’unità tutti coloro che sentono propria questa battaglia."

domenica 21 dicembre 2008

SECONDO INCONTRO DELL'ASSOCIAZIONE


Vi propongo il comunicato stampa che riporta quanto è scaturito dal nostro secondo incontro e aggiungo una proposta di "logo" per l'Associazione.

"Giovedì scorso è tornato a riunirsi il gruppo promotore dell’Associazione della Sinistra per Taranto.

La discussione ha toccato anche i temi all’ordine del giorno sul nostro territorio, in particolare la Legge Regionale sulla riduzione delle diossine e dei furani e la grave situazione occupazionale che riguarda i lavoratori dell’ILVA e quelli del call center Teleperformance.

Da un lato cioè l’approvazione di una legge che mette tutti davanti alla grande sfida di rovesciare la logica che vede lo sviluppo correre da una parte e la tutela dell’ambiente e della salute dall’altra; dall’altro i provvedimenti di messa in cassa integrazione di oltre 4 mila lavoratori dell’ILVA e il rischio di licenziamento di 2 mila dipendenti del call center che invece dicono dell’ennesima risposta padronale e del Governo Berlusconi di scaricare la crisi economica sui lavoratori.

L’Associazione per la Sinistra per Taranto si unisce ai tanti, singoli, associazioni, partiti che in questi giorni hanno applaudito alla svolta epocale operata con la legge sulle diossine dal Governo Vendola ed è impegnata a diffonderne i contenuti e le ricadute con iniziative nelle piazze e davanti ai posti di lavoro. Esprime preoccupazione per la situazione che stanno vivendo i lavoratori dell’ILVA, ritiene inaccettabile che la proprietà non rispetti gli accordi presi a novembre con le OO.SS. e prosegua solo sulla strada della messa in cassa integrazione e della fermata degli impianti senza prevedere di investire per migliorarne la compatibilità ambientale.
Esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Teleperformance che, a causa di una Circolare del Ministero del Lavoro che ribalta provvedimenti Regionali e del passato Governo Nazionale, potrebbero trovarsi da un momento all’altro senza impiego e si unisce alla loro richiesta di interventi immediati che rivedano le indicazioni del Governo in materia."