domenica 28 dicembre 2008

Taranto: inquinamento e Legge Regionale sulle diossine.


IN MERITO A QUESTO ARGOMENTO, IL REGIONALE DI RIFONDAZIONE HA PRODOTTO UN'INTERESSANTE SINTESI CHE MI E' SEMBRATO UTILE RIPROPORRE.

ECCONE IL TESTO:

Per la salute, per l’ambiente
Guida alla Legge Regionale sulle emissioni di diossina e furani

Introduzione

La qualità dell’aria assume enorme rilevanza per gli impatti che essa ha sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.
Nella regione Puglia sono in esercizio numerosi impianti industriali alla cui attività è connessa l’emissione in atmosfera di importanti quantitativi di sostanze nocive.
Tra questi l’ILVA che contribuisce in maniera significativa alle emissioni nazionali di furani, diossina e di altre sostanze.
L’attuale quadro normativo statale appare contraddittorio, lacunoso e di per sé insufficiente ad assicurare il conseguimento di adeguati standard di tutela della salute e dell’ambiente.

Il caso ILVA

La campagna di rilevazione (giugno 2007/febbraio 2008) delle diossine e dei furani svolta dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) rappresenta un passaggio fondamentale nei rapporti tra ILVA e la Regione Puglia: è la prima volta, da quando lo stabilimento è in produzione, che un Ente indipendente e terzo effettua la misurazione dei livelli raggiunti dai più pericolosi agenti inquinanti.
Fino al giugno 2007 la condizione di inquinamento era valutata su dati stimati pubblicati dall’Inventario Nazionale delle Emissioni (INES), dati verosimili ma scientificamente non comprovati.

L’inquinamento

Sul registro INES sono pubblicati i dati dei principali indicatori dell’inquinamento dal 2002 al 2006. Non sono dati misurati sperimentalmente ma solo stimati sulla base delle tecnologie e della produzione di ILVA. Dal confronto di tali dati nel periodo 2002/2006 emerge la seguente situazione:



Diossine e furani 2002 = 71,4 g/a 2006 = 91,5 g/a

Mercurio 2002 =1.181 kg/a 2006 = 1.827 kg/a

IPA 2002 = 28.548 kg/a 2006 = 3.480 kg/a

Benzene 2002 =188.236 kg/a 2006 = 231.387 kg/a

PCB 2002 = 92,8 kg/a 2006 = 119 kg/a

Piombo 2002 = 57.718 kg/a 2006 = 74.688 kg/a

Arsenico 2002 = 118 kg/a 2006 = 1116 kg/a


Gli interventi della Regione Puglia

La proposta di Legge Regionale sui limiti all’emissione in atmosfera di diossine e furani è il risultato di un lungo percorso amministrativo:
• Dicembre 2006 – sottoscrizione protocollo d’intesa Regione-Ilva;
• Maggio 2007 – protocollo operativo ARPA-ILVA-CNR per rilevazioni diossine;
• Settembre 2007 – richiesta del Presidente Vendola al Ministro dell’Ambiente di un accordo di programma per la procedura AIA;
• Novembre 2007 e Agosto 2008 – delibere di Giunta Regionale per l’istituzione del registro tumori;
• Giugno 2007/Febbraio 2008 – campagna ARPA rilevazione diossine;
• Aprile 2008 – stipula accordo di programma;
• Aprile/Ottobre 2008 – misurazione diossina su matrici alimentari;
• Settembre 2008 – la Regione formalizza al Ministero la decisione di subordinare un parere favorevole di AIA all’abbattimento delle diossine;
Novembre 2008 – presentazione Disegno di Legge sui limiti agli inquinanti nocivi


Il Protocollo d’intesa

La Regione Puglia, ILVA e partner sociali ed istituzionali hanno sottoscritto nel dicembre 2006 un protocollo d’intesa che:
• Affida ad ARPA Puglia le funzioni di verifica e controllo;

• Prevede la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale a cominciare dall’adeguamento delle linee impiantistiche alle Best Available Techniques (BAT).

L’adeguamento alle BAT riguarda le seguenti aree produttive:
• Cokeria;
• Agglomerato;
• Altoforno;
• Acciaieria;
• Laminazione a caldo;
• Produzione e rivestimento tubi;
• Parco minerali.
Per l’adeguamento sono in corso investimenti per circa € 287.000.000, con 125 interventi, 80 dei quali realizzati ed il 26% degli stessi in ritardo sul cronoprogramma.


L’Accordo di Programma

L’11 aprile 2008 è stato sottoscritto dalla Regione, dal Ministero dell’Ambiente, da ILVA, AGIP, ENI, Cementir, altre società e dagli Enti locali, un accordo di programma finalizzato ad una valutazione unitaria ed integrata degli impianti sottoposti a procedura di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
L’accordo parte dal presupposto che la valutazione delle conformità impiantistiche alla normativa non è sufficiente a garantire la tutela della salute e dell’ambiente.


La verifica della catena alimentare

La Regione ha avviato da aprile 2008 una campagna di misurazione della diossina su matrici prelevate in un’area con un raggio di circa 10 km dalla zona industriale individuata.
Sono state effettuate 84 analisi su campioni di latte prelevati in aziende zootecniche, di queste 53 sono risultate conformi e 31 no.
Sono stati controllati 16 allevamenti ovi-caprini, 7 dei quali sono risultati non conformi. Per questi è stato previsto un piano che ha comportato l’abbattimento dei capi.
Risultano conformi ai limiti di legge i campionamenti effettuati su altri prodotti di origine animale e non come i prodotti della pesca, l’olio di oliva, frutta ed ortaggi.
Il monitoraggio prosegue oggi su un’area con un raggio di circa 15 km.

Il limite di legge

Per le diossine ed i furani la normativa di riferimento è il D. Lgs. 152/06 che stabilisce un limite alle emissioni pari a 0,01 mg/Nmc, pari a 10.000ng/Nmc.
Il Decreto non ha previsto la trasformazione dei valori in termini di Tossicità Equivalente (TEQ), una grandezza tossicologica che esprime la concentrazione di una sostanza nociva in relazione ad un composto standard.
Nel resto dell’Unione Europea il range di valori tipici per impianti tradizionali ed in termini di TEQ è fra 0,5 e 5 ngTEQ.
Mentre gli impianti migliori si attestano su valori compresi fra 0,1 e 0,5 ngTEQ e per le rilevazioni dell’emissione oraria, piuttosto che media annua, è fra 0,8 e 6,7 mgTEQ/h.


Le rilevazioni dell’ARPA

Sono stati effettuati tre monitoraggi, nei primi due i valori rilevati in termini di ngTEQ/Nmc sono stati:

Dal 12 al 14 giugno 2007
2,4/4,3/4,9


Dal 26 al 28 febbraio 2008
4,4/8,3/8,1


La terza rilevazione è stata effettuata dopo aver sperimentato l’utilizzo dell’urea nella miscela
di agglomerazione, per misurarne gli effetti:

Dal 23 al 26 giugno 2008
2,1/3,4/1,9


Mentre il valore relativo alla emissione oraria di diossina in mg/h è risultato pari a 17,5 mgTEQ/h


Il Protocollo di Aarhus

Il protocollo sugli inquinanti organici persistenti, compresi diossine e furani, è stato approvato dal Consiglio dell’UE nel 2004 per porre freno “alla circolazione degli inquinanti organici” nella consapevolezza “dell’esistenza di tecniche e pratiche in grado di ridurre le emissioni.
Per le diossine ed i furani nell’industria metallurgica il Protocollo indica come parametro di riferimento la riduzione delle emissioni fino a
0,2 – 0,4 ngTEQ
(ottenuto nell’impianto Airfine di Linz)
Il legislatore italiano ha ratificato il protocollo con la Legge n. 125 del 06/03/2006, diventato operativo dalla data della sua entrata in vigore.

L’anomalia italiana

Le norme nazionali appaiono in contraddizione perché:
• recepiscono il Protocollo con la Legge 125/06;
• nel D. Lgs. 152/06 che disciplina i limiti delle diossine si ignorano i valori limite fissati dal Protocollo e non si prevede la parametrazione di quelli individuati in base al criterio TEQ;
per talune tipologie d’impianti e con leggi settoriali si allinea con i parametri e con le indicazioni metodologiche previste dal Protocollo.
Di fatto, in Italia, il Protocollo è disatteso in particolare per la parte relativa a: “strategie, politiche, programmi, misure ed informazioni”.

L’esperienza del Friuli

La Regione Friuli Venezia Giulia ha dovuto affrontare una situazione parzialmente simile per lo stabilimento siderurgico di Servola (Ts). Lo ha fatto attraverso l’adozione di due atti:
1. Un decreto della Direzione Centrale Ambiente che recepisce per l’emissione delle diossine il rispetto del limite di 0,4 ngTEQ/Nmc previsto dal Protocollo di Aarhus;
2. Un secondo decreto relativo al rilascio dell’AIA regionale col quale si rilascia “l’autorizzazione” a fronte dell’adozione delle migliori tecniche disponibili, del rispetto del limiti di 0,4 ng e dell’adozione di un Piano di Monitoraggio.


La Legge pugliese

La Legge Regionale è composta da un articolo unico, composto da quattro commi:
• Nel primo si danno alcune definizioni base e si chiarisce il campo di applicazione della norma;
Nel secondo si precisano i valori limite di emissione nell’atmosfera di diossine e furani, prevedendo una differenziazione fra impianti nuovi ed esistenti e prevedendo un calendario di adeguamento per questi ultimi;

• Nel terzo si prescrive ai gestori di redigere un “piano di campionamento in continuo delle emissioni” e si assegnano all’Arpa precisi compiti di validazione, vigilanza e controllo, prevedendo la diffida ed il fermo degli impianti che abbiano superato i valori limite, fino all’individuazione e rimozione delle cause che abbiano determinato il superamento;
Nel quarto, si sottolinea che la Tossicità Equivalente deve essere calcolata secondo i criteri accettati dalla comunità scientifica internazionale, dai Legislatori europei, ed in Italia riportati dal D. Lgs. 133/05.

martedì 23 dicembre 2008

Silvio B. alias "Ruba Hood" (ai poveri per dare ai ricchi!)

Un'altra "perla" del Governo Berlusconi.
Vi giro una nota di un esponente dell'IDV riguardo ad un emendamento che rende onerose le cause di lavoro.
In precedenza ne avevano fatta una peggiore: se andate a guardare il nuovo regolamento per la prevenzione incidenti sui luoghi di lavoro, vi accorgete che, contrariamente a quanto si poteva fare prima, oggi le ispezioni dell'Ispettorato del lavoro non possono più essere avviate a seguito di denuncia anonima.
In pratica questo significa che un lavoratore, per tutelarsi, deve autodenunciarsi.
Cioè, per difendere salute e vita, deve rischiare di perdere il lavoro!

Gianfranco Murri

Ecco il testo della nota di Giovanni D'Agata:
Una nuova norma scandalo del Governo. Introdotto il contributo unificato di 103,30 Euro per tutte le cause di lavoro, prima gratuite. Questa volta colpiti lavoratori, pensionati ed invalidi. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA chiede l’immediata cancellazione della norma.

lunedì 22 dicembre 2008

SULL'ILVA


QUI DI SEGUITO IL VOLANTINO CHE CONTIAMO DI DIFFONDERE AL PIU' PRESTO:

"CASSA INTEGRAZIONE E AMBIENTE: LA SFIDA

La cassa integrazione iniziata il 1° dicembre nel Gruppo Riva è il sintomo per noi più evidente delle difficoltà che l’economia globale attraversa, con l’incertezza sul futuro che colpisce soprattutto le fasce più deboli della società.
Così è anche per i lavoratori dello Stabilimento ILVA di Taranto che vedranno assottigliarsi i propri salari per periodi e per numero di interessati non ancora definibili. Il 12 gennaio, infatti, oltre agli attuali 2.100 e più, altri 2.200 lavoratori saranno posti in cassa integrazione.
Negli ultimi anni l’ILVA ha realizzato profitti enormi e non è giusto che questa crisi sia scaricata proprio sui lavoratori che di quei successi sono stati artefici!
Se all’ILVA manca questa sensibilità, almeno si attrezzi per il futuro. La forzata stasi produttiva la utilizzi per non farsi trovare impreparata alla ripresa, avviando il processo di eco - compatibilità degli impianti, secondo quanto previsto dalla nuova legge regionale su inquinanti tossici approvata il 16 dicembre.
Questa sfida, quindi, impegna sia la proprietà dello stabilimento, sia le autorità preposte al controllo, affinché migliorino le condizioni di salute e la qualità della vita di chi sta in fabbrica e di chi ne vive al di fuori.
L’Associazione per la Sinistra, perciò, si sente impegnata e si mobiliterà affinché vengano salvaguardati diritto al lavoro e diritto alla salute e chiama all’unità tutti coloro che sentono propria questa battaglia."

domenica 21 dicembre 2008

SECONDO INCONTRO DELL'ASSOCIAZIONE


Vi propongo il comunicato stampa che riporta quanto è scaturito dal nostro secondo incontro e aggiungo una proposta di "logo" per l'Associazione.

"Giovedì scorso è tornato a riunirsi il gruppo promotore dell’Associazione della Sinistra per Taranto.

La discussione ha toccato anche i temi all’ordine del giorno sul nostro territorio, in particolare la Legge Regionale sulla riduzione delle diossine e dei furani e la grave situazione occupazionale che riguarda i lavoratori dell’ILVA e quelli del call center Teleperformance.

Da un lato cioè l’approvazione di una legge che mette tutti davanti alla grande sfida di rovesciare la logica che vede lo sviluppo correre da una parte e la tutela dell’ambiente e della salute dall’altra; dall’altro i provvedimenti di messa in cassa integrazione di oltre 4 mila lavoratori dell’ILVA e il rischio di licenziamento di 2 mila dipendenti del call center che invece dicono dell’ennesima risposta padronale e del Governo Berlusconi di scaricare la crisi economica sui lavoratori.

L’Associazione per la Sinistra per Taranto si unisce ai tanti, singoli, associazioni, partiti che in questi giorni hanno applaudito alla svolta epocale operata con la legge sulle diossine dal Governo Vendola ed è impegnata a diffonderne i contenuti e le ricadute con iniziative nelle piazze e davanti ai posti di lavoro. Esprime preoccupazione per la situazione che stanno vivendo i lavoratori dell’ILVA, ritiene inaccettabile che la proprietà non rispetti gli accordi presi a novembre con le OO.SS. e prosegua solo sulla strada della messa in cassa integrazione e della fermata degli impianti senza prevedere di investire per migliorarne la compatibilità ambientale.
Esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Teleperformance che, a causa di una Circolare del Ministero del Lavoro che ribalta provvedimenti Regionali e del passato Governo Nazionale, potrebbero trovarsi da un momento all’altro senza impiego e si unisce alla loro richiesta di interventi immediati che rivedano le indicazioni del Governo in materia."

giovedì 18 dicembre 2008

domenica 14 dicembre 2008

RICORDO A TUTTI GLI ADERENTI ALL'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA CHE

GIOVEDI' 18 DICEMBRE 2008
alle ore 18.00
IN VIA UMBRIA, 222


SI E' TENUTO IL PREVISTO INCONTRO DEGLI ADERENTI E SIMPATIZZANTI DELL'ASSOCIAZIONE.
SEGUIRA' RESOCONTO.

Si è svolta ieri (13 dicembre 2008) a Roma la prima assemblea nazionale dell'associazione per la Sinistra. Ad ospitarla è stato il teatro "Ambra Jovinelli" e si è subito visto che non sarebbe bastato!
Infatti eravamo talmente tanti che più volte Moni Ovadia, il conduttore della manifestazione, ha dovuto ripetere l'appello a sistemarsi in posizioni meno pericolose.
Tenendo fede alla volontà di costruire una sinistra nuova e diversa, gli organizzatori hanno preferito mettere da parte la solita passerella di notabili più o meno importanti. Perciò hanno puntato sul protagonismo della base: gli interventi erano rigorosamente di tre minuti ciascuno, il loro ordine veniva deciso per sorteggio con alternanza femminile/maschile.

Gli interventi sono stati 50, in maggioranza a favore di un accelerazione del processo di Costituente di sinistra e molti si sono espressi - spesso con toni vibranti e appassionati - perché si dia vita al più presto ad un vero e proprio partito.

A me è piaciuto l'intervento di una ventenne romana che, con semplicità, ha detto perché serve la sinistra, soprattutto ai giovani, e perché serve che sia più strutturata di un'associazione.

Mi ha colpito anche l'intervento di una preside, al centro delle recenti lotte contro i decreti Gelmini, che ha detto più o meno le stesse cose, ma dall'ottica di chi vuole creare gli spazi perché siano i giovani i protagonisti della nuova sinistra.

Vibranti le parole di uno degli ultimi a intervenire che ha dato una scossa alla platea, quasi tutta d'accordo con lui nell'invocare il nuovo partito e quelle di una compagna che incitava a percorrere subito quella stessa strada "nell'interesse dei nostri figli".

Bene, se queste "primarie delle idee" dovevano servire ai nostri dirigenti per capire l'orientamento della base, credo che i dubbi siano stati dissipati.

Ora si tratta di vincere incertezze e titubanze, possibilmente durante i giorni che ci separano dai prossimi appuntamenti di gennaio e febbraio 2009!

Gianfranco

martedì 9 dicembre 2008

Documento dell'Associazione Per la sinistra


LA SINISTRA DEL FUTURO PER TARANTO E LA SUA PROVINCIA




La sconfitta del 14 aprile 2008 costringe le donne e gli uomini di sinistra di questo Paese a fare i conti con lo sfondamento delle destre nella società.

E’ drammaticamente evidente che le destre hanno vinto sul terreno culturale prima ancora che su quello politico, hanno alimentato le paure e le hanno utilizzate come una clava per imporre il loro progetto di società escludente, a misura dei ricchi contro i poveri, dei nativi contro i migranti, del nord contro il sud.

Per noi che non vogliamo rassegnarci alla deriva ademocratica, alla svalorizzazione del lavoro, alla mercificazione del sapere, alla diseguaglianza sociale, alla demolizione dei diritti universali di cittadinanza, quella data e quell’esito elettorale rappresentano uno spartiacque. Ancor più oggi a distanza di alcuni mesi, in un momento in cui la crisi del capitalismo internazionale si abbatte con tutta la sua gravità sulle condizioni di vita di milioni di uomini e di donne e rischia di travolgere e stravolgere i fondamenti stessi delle Repubblica Italiana. I primi mesi del governo Berlusconi sono, da questo punto di vista, emblematici con l’attacco al ccnl e ai diritti dei lavoratori, alla scuola pubblica, all’ambiente, alla democrazia, alla convivenza civile.

Allo stesso tempo però una parte del Paese ha cominciato a reagire. In particolare, le ragazze e i ragazzi che lottano per una scuola che li aiuti a crearsi un futuro, i lavoratori e le lavoratrici che si oppongono alle conseguenze della crisi sulle loro condizioni di vita, ci dicono che la speranza di un’alternativa è possibile.

Che è all’ordine del giorno il cambiamento, che va perseguito, costruito, che cambiare questo Paese è possibile a patto però di praticare la speranza che oggi cresce d’intensità, di farla incontrare con una politica che sappia anche cambiare se stessa per tradurre la speranza di oggi in realtà. E’ questo il compito primario di ciò che chiamiamo sinistra.


C’è il bisogno di una sinistra capace di ricostruire senso, di rimettersi in moto, di rifondarsi nelle pratiche e nell’organizzazione. E’ indispensabile determinare un fatto nuovo, la costruzione di un luogo aperto, includente, partecipato, pubblico nel quale imparare insieme ad ascoltare, a fare analisi, a prospettare soluzioni, a indicare un percorso. E’ necessario cioè lavorare da subito ad una fase costituente della sinistra con l’obiettivo di costruire un nuovo soggetto politico. A questo progetto si sta lavorando già da alcuni mesi a livello nazionale e in molte realtà locali.


E’ questa la sfida che abbiamo davanti anche qui in questo nostro territorio carico di contraddizioni, sofferenze, solitudini ma anche di realtà che si oppongono alla situazione attuale e costruiscono progetti e percorsi alternativi.

Di questo abbiamo cominciato a ragionare a Taranto nell’assemblea del 18 novembre scorso in cui realtà associative, politiche e singoli si sono confrontati sulla portata della sfida e sulle modalità di costruzione di un soggetto politico della sinistra che cambia se stessa per cambiare la realtà. A partire dall’appello nazionale del 7 novembre e dall’assemblea del 13 dicembre a Roma per la costituzione dell’Associazione per la Sinistra, provando collettivamente ad assumerci responsabilità e ad individuare le priorità di un lavoro politico, sociale e culturale sul territorio che caratterizzi lo strumento che abbiamo scelto, che sia all’altezza dei problemi che abbiamo davanti, innanzitutto la salvaguardia dell’ambiente devastato da politiche di sfruttamento e la difesa del valore e della dignità del lavoro.

Ci siamo chiesti se anche in questo nostro territorio serva un nuovo soggetto politico della sinistra e soprattutto di che tipo.
La risposta che ci siamo dati è “sì, serve” ma con la consapevolezza che per cambiare la sinistra deve partire da una nuova capacità di connessione con le buone pratiche e le esperienze oltre che con gli obiettivi e le vertenze che già esistono sul territorio; di analisi e lettura dei fenomeni sociali e culturali; di rimessa in campo concreta del protagonismo e della partecipazione attiva dei singoli, delle associazioni, delle forze politiche, dei sindacati, in un’ottica paritaria, in grado di ribaltare la separazione fra la politica dei partiti e quella di tutti gli altri.
Senza timore di prenderci il tempo necessario ma cominciando subito. Per ciò noi ci impegniamo e lanciamo questo appello a quante e quanti intendano condividere questo percorso collettivo e questo obiettivo auspicando una risposta larga e plurale.


Comitato promotore Associazione per la Sinistra di Taranto.